Come combattere obesità e sovrappeso

La prevalenza dell’obesità è in aumento in tutti i Paesi Occidentali, al punto da essere definita un’epidemia. Secondo dati dell’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità), la prevalenza dell’obesità a livello globale è raddoppiata dal 1980 ad oggi; nel 2008 si contava circa il 35% della popolazione mondiale in sovrappeso. Il problema è che l’obesità ed il sovrappeso ha interessato le fasce più giovani della popolazione.

La parola deriva dal latino “Ob-dere” ovvero mangiare troppo e racchiude un insieme di concause che non sono soltanto alimentari, ma anche ereditarie, ambientali e psicologiche. L’obesità viene dunque considerata una patologia “complessa e multifattoriale”, aumenta il rischio di malattie cardiovasclolari, respiratorie, endocrine, metaboliche, epatiche e di alcune malattie tumorali.

Che cos'è l'Obesità

L’obesità è una condizione medica caratterizzata da un eccesso di massa adiposa rispetto alla massa magra. L’obesità può essere primitiva (essenziale) o secondaria. Quest’ultima è sintomo di varie malattie, come endocrinopatie, malattie genetiche e disfunzioni e neoplasie dell’ipotalamo.

L’obesità essenziale è invece una patologia cronica che interessa tutte le fasce d’età; può essere dovuta a:

  • Predisposizione genetica, i fattori genetici hanno una responsabilità nei casi più gravi, resistenti e recidivanti di obesità;
  • Ipernutrizione ovvero eccessivo apporto di calorie rispetto a quelle consumate. Dipende da vari fattori:
    • Errate abitudini alimentari spesso apprese nell’infanzia: porzioni troppo abbondanti, spuntini troppo gassi, abuso di bevande zuccherate, scarsa assunzione di frutta e verdura
    • Fattori socio ambientali ed economici, ad esempio l’uso preferenziale, per la scarsa disponibilità di denaro di alimenti poco costosi ma più calorici come pasta e pane, eccessiva frequentazione di fast-food
    • Disturbi del sonno
    • Stress, fattori psicologici come angoscia, noia, tensione, frustrazione, depressione. In questi casi spesso, l’uso smodato di merendine, snacks grassi e salati hanno capacità consolatoria.
  • Fattori ormonali
  • Sedentarietà etc...

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Come valutare la propria obesità

Oggi esistono diversi metodi per valutare l’entità della massa adiposa, il più comune è l’Indice di Massa Corporea (IMC, BMI), in base al quale i pazienti vengono inquadrati in classi di gravità crescente. Viene calcolato dividendo il peso in Kg per il quadrato dell’altezza in metri.

Tradizionalmente in base al BMI nell’adulto si distinguono le seguenti categorie:

  • Grave magrezza: < 16;
  • Magrezza: 16-18,4;
  • Normalità: 18,5-24,9;
  • Sovrappeso (pre-obesità): 25-29,9;
  • Obesità moderata (1° grado): 30-34,9;
  • Obesità severa (2° grado): 35-39,9;
  • Obesità Grave(3° grado): > 40.

Un indice importante per la valutazione del rischio di obesità e l’indicazione alla cura è la misurazione della circonferenza addominale che consente di valutare l’obesità viscerale. Nell’adulto, valori normali di girovita sono < 94 cm nell’uomo e < di 80 cm nella donna.

 

Conseguenze e complicazioni dell'obesità

Per molte persone l’obesità è solo un problema estetico ma in realtà è una vera e propria malattia cronica.

Le conseguenze e complicazioni dell’obesità dipendono dall’entità e dal tipo dell’obesità e da vari fattori individuali (età, attività fisica, malattie in atto e pregresse, ecc.).

L’obeso considerato solo in base al BMI, va incontro con una frequenza maggiore rispetto agli individui con peso normale ad un gran numero di patologie: malattie cardiovascolari, ipertensione arteriosa, diabete di tipo 2, sindrome metabolica, steatosi epatica non alcolica, dislipidemia, iperuricemia, insufficienza respiratoria, insufficienza cardiaca, artrosi, calcolosi biliare colesterolica, alcune neoplasie, complicazioni ostetriche in gravidanza ecc.

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Terapia dell'Obesità

Per perdere peso è necessario che venga ridotto l’introito calorico con la dieta e venga aumentato il dispendio energetico con l’attività fisica, quindi possono essere necessari:

  • Interventi dietetici;
  • Esercizio fisico aerobico continuativo e regolare (camminata vigorosa, nuoto, bicicletta, ballo, cylette, di almeno 30 min tre volte a settimana)
  • Trattamento farmacologico, proponibile per pazienti con BMI > 30 e per pazienti con BMI > 27 e fattori di rischio (diabete, dislipidemia, ecc)
  • Trattamento chirurgico attuabile nei grandi obesi (peso almeno il doppio di quello ideale)

In Linea di massima se non vi sono particolari motivi di urgenza per eventuali patologie o gravi fattori di rischio associati è ottimale una perdita di peso di circa 1 Kg a settimana, poiché un dimagrimento eccessivo implica la perdita di tessuto muscolare e quindi debolezza, iperuricemia ed il rischio di acquistare peso alla ripresa di un maggiore apporto calorico.

 

Interventi dietetici contro l'obesità

Nella terapia dietetica dell’obesità, il concetto base è quello di fornire una dieta equilibrata, varia, gradevole e con un contenuto calorico che soddisfi il fabbisogno energetico, ma che faccia ridurre i trigliceridi di deposito nel tessuto adiposo risparmiando la massa magra. Determinata la razione calorica quotidiana si stabilisce l’apporto dei nutrienti. 

Per quanto riguarda i glucidi sono da preferire quelli a basso indice glicemico, in casi di particolare golosità un massimo di carboidrati semplici non inferiore al 8/10% delle calorie totali; i lipidi non vanno eliminati, ma ridotti in quanto sono necessari per l’assorbimento delle vitamine liposolubili e aumentano l’appetibilità della dieta; da privilegiare olio extra vergine d’oliva, carni magre e latticini magri e da evitare grassi saturi.

Le proteine vanno consumate con moderazione e nella quantità tale che non va a determinare perdita di massa magra. Infine le fibre, indispensabili per ridurre l’assorbimento degli zuccheri semplici e dei grassi, perché inducono senso di sazietà e favoriscono la peristalsi intestinale.

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